venerdì 28 ottobre 2011

Il gioco-dibattito

Il gioco-dibattito

“Essere diversi per essere uguali”

Questa frase, tratta dalla carta del formatore, è stato il filo conduttore che ha unito tutti i corsi della scuola capi 2011.

Scelto dagli allievi del secondo tempo è stato poi introdotto ed elaborato anche negli altri corsi e legittimizzato dall’incontro tra le varie realtà scout presenti a Padova.

L’idea è quella di riproporre il tema all’indaba per allargare il confronto a tutta la federazione.

Partendo da questo assunto i moderatori (gli allievi della scuola capi 2011) dovranno creare un gruppo di lavoro che sceglierà l’argomento specifico che sarà oggetto del dibattito ed in seguito presentare l’argomento ai comitati organizzatori.

Il gioco/dibattito si svolgerà in tre fasi.

Raccolta delle informazioni

Nella prima parte (ovvero ognuno a casa sua) verrà proposto il tema specifico: ogni partecipante dovrà raccogliere il maggior numero di informazioni sul tema.

Confronto tra i partecipanti

Dopo aver raccolto un numero sufficiente di informazioni ogni partecipante potrà esprimere la propria opinione ed avviare un processo di confronto con gli altri partecipanti.

Nella terza parte, a Trieste, i presenti verranno divisi in due gruppi: un gruppo sosterrà una tesi a favore dell’argomento, l’altro gruppo la tesi opposta dando vita al dibattito.

I partecipanti sapranno solo a Trieste quale tesi dovranno sostenere.

L’argomento scelto verrà pubblicizzato a tutte le associazioni dai due comitati organizzatori.

Il dibattito

Una volta a Trieste ogni squadra avrà 60 minuti di tempo per scegliere la propria linea espositiva.

In seguito alla fase preparatoria avrà luogo il dibattito vero e proprio.

Alla fine del dibattito i moderatori decideranno qual è la squadra che ha sostenuto in modo migliore la propria tesi.

Finalità

ü Allargare il confronto nato alla scuola capi vuol dire creare una sorta di continuità tra quello che gli allievi imparano ai corsi e quello che loro stessi restituiscono in termini di idee agli istruttori e agli altri allievi, in questo caso anche al resto della Federazione. E’ la legittimazione del processo educativo che inizia ai corsi e che poi viene portato da ogni persona che partecipa nella sua realtà e nel suo contesto. In più avvicina gli allievi alla vita federale e alle sue attività.

ü Potremmo definire il processo di raccolta delle informazioni che i partecipanti devono portare avanti prima di esprimere la propria opinione una sorta di “sospensione del giudizio”. La “sospensione del giudizio” impone di astenersi dal trarre conclusioni o formulare giudizi in assenza di un numero sufficiente di informazioni, in opposizione al pregiudizio. Questa attività così come l’idea di dover interpretare e supportare, in un secondo (anzi terzo) momento tesi contrarie alla propria potrebbe aiutare a sviluppare la capacità di risolvere, e più spesso di evitare, i conflitti dovuti all’incomprensione reciproca.